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[colore verde; II settimana del salterio]

 

Antifona d’Ingresso (al 30/31, 3-4):

Sii per me difesa, o Dio, rocca e fortezza che mi salva,
perché tu sei mio baluardo e mio rifugio, guidami per amore del tuo nome.

Prima lettura (Sir 15, 15-20):

Se vuoi osservare i suoi comandamenti, essi ti custodiranno; se hai fiducia in lui, anche tu vivrai. Egli ti ha posto davanti fuoco e acqua: là dove vuoi tendi la tua mano. Davanti agli uomini stanno la vita e la morte, il bene e il male: a ognuno sarà dato ciò che a lui piacerà. Grande infatti e la sapienza del Signore; forte e potente, egli vede ogni cosa. I suoi occhi sono su coloro che lo temono, egli conosce ogni opera degli uomini. A nessuno ha comandato di essere empio e a nessuno ha dato il permesso di peccare.

[Il libro di Siracide ripropone la nota tradizione ebraica – della Legge di Mosè – nel contesto della nuova cultura ellenistica della sua epoca (II sec. a. C.), che puntava maggiormente proprio sulla razionalità dell’uomo, e quindi sulla sua responsabilità personale. E ciò ci porta quasi direttamente al problema sempre attuale della libertà individuale o di coscienza, che non deve essere considerata solo come una conquista (un po’ vaga) della moderna società democratica, ma piuttosto deve essere vista nel contesto assai delicato della coscienza individuale – che tutti, comprese le istituzioni, dovrebbero quindi cercare di far crescere attraverso una positiva educazione civile e religiosa della persona, invece di limitarsi solo a controllarla con imposizioni e divieti. Sì, perché l’uomo – antico e moderno – è tanto adulto, è tanto grande, quanto è capace di responsabilizzarsi in coscienza personale di fronte alle sfide della vita, ovviamente sempre in rapporto con gli altri, ossia con i loro diritti e bisogni, simili ai nostri. E aggiungiamo (in chiosa), che al di fuori di questi termini è del tutto illusorio pensare di poter instaurare un vero e duraturo rapporto con il Dio di Gesù Cristo!]


Salmo responsoriale (Sal 118/119):

Rit.  Beato chi cammina nella legge del Signore.

Beato chi è integro nella sua via
e cammina nella legge del Signore.
Beato chi custodisce i suoi insegnamenti
e lo cerca con tutto il cuore.
Tu hai promulgato i tuoi precetti
perché siano osservati interamente.
Siano stabili le mie vie
nel custodire i tuoi decreti.
Sii benevolo con il tuo servo e avrò vita,
osserverò la tua parola.
Aprimi gli occhi perché io consideri
le meraviglie della tua legge.
Insegnami, Signore, la via dei tuoi decreti
e la custodirò sino alla fine.
Dammi intelligenza, perché io custodisca la tua legge
e la osservi con tutto il cuore.

 

Seconda lettura (1 Cor 2, 6-10):

Fratelli, tra coloro che sono perfetti parliamo, sì, di sapienza, ma di una sapienza che non è di questo mondo, né dei dominatori di questo mondo, che vengono ridotti al nulla. Parliamo invece della sapienza di Dio, che è nel mistero, che è rimasta nascosta e che Dio ha stabilito prima dei secoli per la nostra gloria. Nessuno dei dominatori di questo mondo l’ha conosciuta; se l’avessero conosciuta, non avrebbero crocifisso il Signore della gloria. Nessuno dei dominatori du questo mondo l’ha conosciuta; se l’avessero conosciuta, non avrebbero crocifisso il Signore della gloria. Ma, come sta scritto: «Quelle cose che occhio non vide, né orecchio udì, né mai entrarono in cuore di uomo, Dio le ha preparate per coloro che lo amano».
Ma a noi Dio le ha rivelate per mezzo dello Spirito: lo Spirito infatti conosce bene ogni cosa, anche le profondità di Dio.

[Paolo non teme di misurarsi, qualche volta, nemmeno con i temi preferiti dai “sapienti”, precisando però subito quali sono le premesse del suo ragionamento cristiano (che è anche il nostro!), cioè che la sapienza, quella vera, è in stretta relazione con Dio, anzi che a Lui stesso essa appartiene, e che coloro che ragionano soltanto in base a dei parametri terreni (del successo, del potere, del dominio, ecc.) difficilmente potranno capirla. Di più, per Paolo (e per noi!) l’eterna sapienza di Dio ha assunto aspetto umano nel Signore Gesù, quel Gesù che i potenti e sapienti del mondo hanno rigettato con l’infame condanna della morte in croce. E da allora per i cristiani la Croce di Gesù è il simbolo più sublime dell’amore di Dio, ossia di quella sapienza che dà “sapore” eterno anche alla vita mortale dell’uomo credente.]


Canto al Vangelo (cf. Mt 11, 25):

Alleluia, Alleluia.
Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra,
perché ai piccoli hai rivelato i misteri del Regno.
Alleluia.

Dal Vangelo di Matteo (Mt 5, 17-20)

Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti: non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento. In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto. Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno di dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande del regno dei cieli. Io vi dico infatti: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli…

[I versetti di Matteo fanno ancora parte del contesto delle Beatitudini, e con le sue antitesi belle e memorabili rappresentano un’interpretazione piuttosto incisiva di quel grande discorso programmatico del Signore sul monte. In nuce, esse sono un riassunto assai bello sulla natura del Regno di Dio e l’indicazione del “cammino” che il discepolo deve fare per raggiungerlo: non negando né trascurando nessuna delle conquiste della Legge Antica, ma spingendosi certamente ben oltre i suoi orizzonti legali e formali – degli scribi e dei farisei.
Ciò che il Signore diceva nel suo contesto storico, noi lo affermiamo con riferimento alle consuetudini che definiscono oggi una vita moralmente corretta e alle leggi con cui le nostre Istituzioni cercano di regolare la vita dei cittadini. Il credente cristiano non le nega e non le trascura, ma cerca di inglobarle  tutte quante (fino all’ultimo iota) nella Legge Evangelica, codificata per noi nella vita e nella parola del Signore Gesù meglio che in qualsiasi manuale di diritto ecclesiastico e civile.]

 

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