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(colore bianco; liturgia delle ore della solennità)

 

Antifona d’Ingresso (cf. Lc 24, 34; Ap 1, 6):

Alleluia, Alleluia, Alleluia!
Il Signore è davvero risorto.
A lui gloria e potenza nei secoli eterni.
Alleluia, alleluia, alleluia!

[Il giorno splendido del trionfo di Cristo, in cui anche il discepolo gioisce, perché si sente vittorioso anche lui!
È un’esperienza che non si può spiegare né condividere, se non nella celebrazione partecipata alla festa ecclesiale, non frenando i sentimenti di gratitudine, di lode, che oggi trabocca da ogni versetto liturgico, da ogni parola della Chiesa, che non riesce a contenere la commozione – narrando, anzi rivivendo (nella realtà liturgica e sacramentale) la splendida vittoria del suo Signore...]

 

Prima lettura (At 10, 34-43):

Pietro allora prese la parola e disse: «Voi sapete ciò che è accaduto in tutta la Giudea, cominciando dalla Galilea, dopo il battesimo predicato da Giovanni; cioè come Dio consacrò in Spirito Santo e potenza Gesù di Nazaret, il quale passò beneficando e risanando tutti coloro che stavano sotto il potere diavolo, perché Dio era con lui. E noi siamo testimoni di tutte le cose da lui compiute nelle regioni dei Giudei e in Gerusalemme. Essi lo uccisero appendendolo a una croce, ma Dio lo ha risuscitato al terzo giorno e volle che si manifestasse, non a tutto il popolo, ma a testimoni prescelti da Dio, a noi che abbiamo mangiato e bevuto con lui dopo la sua risurrezione dai morti.»…

[Nella domenica di Pasqua (il “giorno del Signore” per eccellenza!), la liturgia ci fa sentire un primo modello di catechesi (un primo – eccellente – modello di omelia cristiana) di Pietro, talmente carico di contenuti positivi e così pieno di gioia che riesce quasi nascondere, a chi non sia particolarmente attento, il messaggio programmatico del tipico annuncio apostolico, che consiste nella narrazione assai concisa delle principali tappe di vita terrena di Gesù: dal battesimo al Giordano e la sua morte sulla croce, fino agli eventi gloriosi della manifestazione del Risorto ai discepoli, suoi testimoni prescelti.
Si noti l’efficacia dello stile di Pietro che in una sola frase riesce a richiudere praticamente tutta la vita pubblica di Gesù il quale passò beneficando e risanando tutti coloro che stavano sotto il potere del diavolo, perché Dio era con lui. Una frase che per il cristiano di ogni tempo rappresenta un vero programma di vita, ed è, nello stesso tempo, un solenne preludio all’esperienza della risurrezione – di cui ora, dopo gli Apostoli – siamo noi (cristiani di oggi) i testimoni prescelti da Dio, che con il Signore risorto ogni domenica “mangiano e bevono” alla tavola da Lui imbandita… Sì, perché l’Eucaristia, per chi nella Chiesa la vive con spirito giusto, è già il presagio di quella realtà – pasquale – in cui il peccato e la morte non hanno più potere di ricattarci.
Grazie alla magnifica opera di Dio che è la risurrezione del Signore!]


Salmo responsoriale (Sal 117/118):

Rit.: Questo è il giorno che ha fatto il Signore: rallegriamoci ed esultiamo.

Rendete grazie al Signore perché è buono;
perché il suo amore è per sempre.
Dica Israele:
«Il suo amore è per sempre”.
La destra del Signore si è innalzata,
la destra del Signore ha fatto prodezze.
Non morirò, ma resterò in vita
e annuncerò le opere del Signore.
La pietra scartata dai costruttori
e divenuta la pietra d’angolo.
Questo è stato fatto dal Signore:
una meraviglia ai nostri occhi.

Seconda lettura (Eb 5, 1-9 passim):

Fratelli, se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove è Cristo, seduto alla destra di Dio; rivolgete il pensiero alle cose di lassù, non a quelle della terra.
Voi infatti siete morti e la vostra vita è nascosta con Cristo in Dio! Quando Cristo, vostra vita, sarà manifestato, allora anche voi apparirete con lui nella gloria.

[Nota il linguaggio particolare del testimone, di uno che ha visto e sentito, che è certo e non ha bisogno di altri argomenti… Ecco perché la sua testimonianza ha invaso quasi tutto l’Impero, stravolgendo la vita di molti suoi concittadini. Appunto, perché Paolo ha parlato da vero testimone, come colui che ha visto e vissuto!
Oggi, i testimoni dello stesso Evento siamo noi. Non gli angeli celesti, non i morti risorti, non la gente delle grandi reti TV, non i cataclismi terrestri né i segni stravolgenti nel cielo, ma noi – gente di questa terra, che conosce la verità, che sa nel proprio animo come è andata, perché ha vissuto, e vive tuttora – nella realtà ecclesiale e sacramentale – la gioia inconfondibile (dell’anima cristiana) nella presenza rasserenante e confortante del Signore Risorto. Gioia a cui null’altra esperienza può essere paragonata, gioia vera che diventa testimonianza verace!]


Canto al Vangelo (cf. Fil 2, 8-9):

Alleluia, alleluia.
Cristo, nostra Pasqua, è stato immolato: facciamo festa nel Signore.
Alleluia, alleluia.

 

Alla vittima pasquale | s’innalzi oggi il sacrificio di lode. | L’agnello ha redento il suo gregge, | l’innocente ha riconciliato | noi peccatori con il Padre. | Morte e vita si sono affrontate | in un prodigioso duello. | Il Signore della vita era morto; | ma ora, vivo, trionfa. | Raccontaci, | Maria: che hai visto sulla via? | La tomba del Cristo vivente, | la gloria del Cristo risorto, | e gli angeli suoi testimoni, | il sudario e le sue vesti. | Cristo, mia speranza, è risorto; | e vi precede in Galilea. | Sì, ne siamo certi: | Cristo è davvero risorto. | Tu, Re vittorioso, abbi pietà di noi. Victimae paschali laudes | immolent christiani. | Agnus redemit oves: Christus innocens |Patri reconciliavit peccatores. | Mors et vita | duello conflixere mirando: | dux vitae mortuus | regnat vivus. | Dic nobis, Maria, | quid vidisti in via? | Sepulchrum Christi viventis: | et gloriam vidi resurgentis. | Angelicos testes, | sudarium et vestes. | Surrexit Christus spes mea: | praecedet suos in Galilaeam. | Scimus Christum | surrexisse a mortuis vere: | tu nobis, victor Rex, | miserere.

 


Lettura del Vangelo (Giovanni 20, 1-9)

Il primo giorno della settimana, Maria di Magdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro.
Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!».
Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide le bende per terra, ma non entrò. Giunse intanto anche Simon Pietro che lo seguiva ed entrò nel sepolcro e vide i teli posati là, e il sudario – che era stato posto sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte.
Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti.

Ecco, dunque, come è accaduto, o meglio, come hanno inteso il Fatto i primi testimoni dell’Evento che fa gioire ancora la Chiesa, che fa brillare gli occhi a tutti i veri discepoli del Signore, donne e uomini!Sì, perché Gesù per noi è il Risorto!
Coraggio, dunque, sorella, coraggio, fratello.Cristo è davvero risorto. Alleluia!
Buona Pasqua, piena di gioia,gioia incontenibile,gioia della Chiesa che la Pasqua del Signore celebra ogni domenica. Su, coraggio, portate questa lieta novella a tutti, proclamatela ai quattro venti. Niente è come prima,
nemmeno il mio peccato, neppure la tua fragilità, neppure la malizia è più quella che era. Tutto è illuminato dalla nuova luce di salvezza. Coraggio fratello, coraggio sorella. il nostro Signore è risorto, ed anche noi con lui siamo passati dalla morte alla Vita. Non si può tacere:  Cristo è risorto. Era morto, ma ora vive. Dopo gli apostoli, siamo noi i suoi testimoni. Coraggio.

 

Buona Pasqua a tutti.

 

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