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[colore verde salterio: IV settimana]


Antifona d’Ingresso (Sal 27, 8-9):

Il Signore è la forza del suo popolo e rifugio di salvezza per il suo Cristo.
Salva il tuo popolo, Signore, benedici la tua eredità, e sii la sua guida per sempre.

Prima lettura (Ger 20, 10-1113 passim):

Sentivo la calunnia di molti: «Terrore all’intorno! Denunciatelo! Sì, lo denunceremo». Tutti i miei nemici amici aspettavano la mia caduta: «Forse si lascerà trarre in inganno, così noi prevarremo su di lui, ci prenderemo la nostra vendetta».
Ma il Signore è al mio fianco come un prode valoroso, per questo i miei persecutori vacilleranno e non potranno prevalere; arrossiranno perché non avranno successo, sarà una vergogna eterna e incancellabile.
Signore degli eserciti, che provi il giusto, che vedi il cuore e la mente, possa io vedere la tua vendetta su di loro, poiché a te ho affidato la mia causa…

[Un racconto antico di un’esperienza molto, molto umana (oltre che allo stesso tempoe profetica), del terrore che può sperimentare un piccolo uomo se lasciato solo di fronte a certe situazioni della vita, situazioni nelle quali non è facile – per nessuno – restare in piedi e tenere ala testa alta… Ma il credente, l’uomo di fede (anche se non si sente un profeta!) sa di non essere mai solo. Egli è convinto che il Signore vede e conosce tutto, e che egli è Dio giusto e fedele.
Questa fede e speranza sono fondamentali nel per ogni cammino cristiano ed evangelico. E non è detto che in qualche momento difficile questa fede e questa speranza, genuinamente umane e genuinamente evangeliche, non possano diventare, anche nella tua nostra esperienza “una marcia in più”, e fare di te e di me un vero credente, ossia il testimone attendibile della fedeltà di Dio, – in altre parole: un vero cristiano “DOC”.]

Salmo responsoriale (dal Sal 68/69):

Rit.:  Nella tua grande bontà, rispondimi o Dio.

Per te io sopporto l’insulto e la vergogna mi copre la faccia;
sono diventato un estraneo ai miei fratelli,
uno straniero per i figli di mia madre.
Perché mi divora lo zelo per la tua casa,
gli insulti di chi ti insulta ricadono su di me.
Ma io rivolgo a te la mia preghiera,
Signore, nel tempo della benevolenza.
O Dio, nella tua grande bontà, rispondimi,
nella fedeltà della tua salvezza.
Rispondimi, Signore, perché buono è il tuo amore;
volgiti a me nella tua grande tenerezza.
Vedano i poveri e si rallegrino;
voi che cercate Dio, fatevi coraggio,
perché il Signore ascolta i miseri,
non disprezza i suoi che sono prigionieri.
A lui cantino lode i cieli e la terra,
i mari e quanto brulica in essi.

Seconda lettura (Rm 5, 12-15):

Fratelli, come a causa di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo e, con il peccato, la morte, così in tutti gli uomini si è propagata la morte, poiché tutti hanno peccato.
Fino alla Legge infatti c’era il peccato nel mondo e, anche se il peccato non può essere imputato quando manca la Legge, la morte regnò da Adamo fino a Mosè anche su quelli che non avevano peccato a somiglianza della trasgressione di Adamo, il quale è figura di colui che doveva venire.
Ma il dono di grazia non è come la caduta: se infatti per la caduta di uno solo tutti morirono, molto di più la grazia di Dio, e il dono concesso in grazia dell’uomo Gesù Cristo, si sono riversati in abbondanza su tutti.

[Nota la passione e l’abilità con cui l’Apostolo delle Genti usa termini che per molti di noi restano irraggiungibili, situati nella sfera dell’alta speculazione. Ciò vuol dire che Paolo (a differenza di noi) aveva già “metabolizzato” assai bene i concetti fondamentali del genuino ragionamento cristiano. E nNon solo quelli del “peccato” e della “grazia” (che nel subconscio della società moderna – laica – risentono della cosiddetta “moralizzazione ecclesiastica”), ma anche di alcuni altri, altrettanto fondamentali per un’interpretazione dell’uomo e del mondo in chiave cristiana. Ad esempio la figura storica di Cristo e la sua posizione – assolutamente centrale – nel progetto di Dio Padre di recuperare l’originaria condizione umana (quella voluta dal Creatore) compromessa dalla storia del peccato di Adamo e dei suoi posteri…
Per questo radicale Ebreo, trasformato miracolosamente davanti alle porte di Damasco in discepolo ed Apostolo, l’operato di Cristo è stata la conferma definitiva dell’amore di Dio nei riguardi della sua creatura umana. È questa tuttora la base importantissima che la Chiesa deve cercare di recuperare (e “metabolizzare” anch’essa), per essere in grado di proporsi ancora come un valido punto di riferimento e guida morale, più positivo e propositivo che autorevole e dominante, anche per il mondo contemporaneo.]

Canto al Vangelo (Gv 15, 26-27 passim):

Alleluia, Alleluia.
Lo Spirito della verità darà testimonianza di me,
dice il Signore, ed anche voi date testimonianza.
Alleluia.

Lettura del Vangelo (Matteo 10, 26-31 33 passim)

In quel tempo, disse Gesù ai suoi apostoli: «Non abbiate paura degli uomini, poiché nulla vi è di nascosto che non sarà svelato né di segreto che non sarà conosciuto… E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l’anima; abbiate paura piuttosto di colui che ha il potere di far perire nella Geenna e l’anima e il corpo.
Due passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure nemmeno uno di essi cadrà a terra senza il volere del Padre vostro. Perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non abbiate dunque paura: voi valete più di molti passeri! ...»

[Se hai letto il brano di Geremia, e ti sei soffermato per qualche istante in preghiera con il Salmista, ora – ascoltando il Divino Maestro – capisci, senza bisogno di nessun altra spiegazione, la sostanza della fede cristiana, evangelica!
Cerca, dunque, di renderti conto di quello che ciascuno di noi rappresenta per Dio… E cerca di farlo capire anche a qualcuno che forse ha perso la voglia di sorridere, oppure si è fermato troppo negli spazi della mediocrità, e che non ha più forza per risalire… Ma Sì, perché che vita brutta deve essere vivere senza speranza, camminare senza traguardi degni dell’uomo che Dio da sempre ha amato!]

 

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