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(colore verde; I settimana del salterio )


Antifona d’Ingresso (Salmo 46/47, 2):

Popoli tutti, battete le mani, acclamate a Dio con voci di gioia.

Prima lettura (2 Re 4, 8-16 passim):

Un giorno Eliseo passava per Sunem, ove c’era un’illustre donna, che lo trattenne a mangiare. In seguito, tutte le volte che passava, si fermava a mangiare da lei.
Ella disse al marito: «Io so che è un uomo di Dio, un santo… Facciamo una piccola stanza superiore, in muratura, mettiamoci un letto, un tavolo, una sedia e un candeliere; così, venendo da noi, vi si potrà ritirare».
Un giorno che passò di lì, si ritirò nella stanza superiore e si corico. Eliseo [disse a suo servo]: «Che cosa si può fare per lei?». Il servo disse: «Purtroppo lei non ha un figlio e suo marito è vecchio». Eliseo disse: «Chiamala!». La chiamò; ella si fermò sulla porta. Allora disse: «l’anno prossimo, in questa stagione, tu stringerai un figlio fra le tue braccia».

[Una narrazione antichissima dell’accoglienza che in tutte le civiltà è segno della nobiltà d’animo di chi la pratica, e quindi segno – molto evidente – della vera religiosità della persona. Diciamo ciò per qualsiasi religione, ma ovviamente pensiamo che ciò valga per la cultura evangelica di vivere nel mondo, accanto ed insieme ad altri, che non a caso il Signore comanda di considerare fratelli e sorelle…
La vicenda attribuita al grande profeta ebraico introduce molto bene al tema evangelico, che esalta il senso cristiano – spirituale – della solidarietà fattiva con il fratello in necessità, il tema che per il cristiano di ogni tempo è sempre vivamente attuale…]

Salmo responsoriale (Sal 88/89):

Rit.:  Canterò per sempre l’amore del Signore.

Canterò in eterno l’amore del Signore,
di generazione in generazione
farò conoscere con la mia bocca la tua fedeltà.
perché ho detto: «È un amore edificato per sempre,
nel cielo rendi stabile la tua fedeltà.
Beato il popolo che ti sa acclamare:
camminerà, Signore, alla luce del tuo volto;
esulta tutto il giorno nel tuo nome,
si esalta nella tua giustizia.

Seconda lettura (Rm 6, 3-11 passim):

Fratelli, non sapete che quanti siamo stati battezzati in Cristo Gesù, siamo stati battezzati nella sua morte? Per mezzo del battesimo siamo dunque stati sepolti insieme a lui nella morte, perché come Cristo fu risuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre, così anche noi possiamo camminare in una vita nuova.
Ma se siamo morti con Cristo, crediamo che anche vivremo con lui, sapendo che Cristo, risorto dai morti, non muore più: la morte non ha più potere su di lui…

[Abbiamo scelto per te un breve stralcio della densa riflessione dell’Apostolo. Si tratta di un sillogismo, molto chiaro e molto “classico”. Tutto è basato sulla prima premessa, che per Paolo è una cosa certa, ovvia, partendo dalla quale s’arriva alla conclusione altrettanto logica, inoppugnabile: Noi cristiani siamo stati battezzati “in Cristo Gesù”, il che è – per Paolo – come essere realmente “sepolti insieme a lui nella morte”. Quindi, possiamo aspirare realmente alla “vita nuova, nella gloria del Padre”.
Certamente, usando la “ferrea” logica del sillogismo quasi tutto si può “dimostrare”, persino che la terra è quadrata… Ma per Paolo la premessa della sua fede battesimale era una cosa certa e evidente, tanto evidente che non ha potuto negarla nemmeno di fronte alla reale minaccia di morte.
Alla fine una domanda è obbligatoria e logica: la tua fede personale parte da una premessa– per te – altrettanto certa ed evidente?!]


Canto al Vangelo (Cf. 1 Pt 2,9):

Alleluia, Alleluia.
Voi siete stirpe eletta, sacerdozio regale, nazione santa; proclamate le opere ammirevoli di colui che vi ha chiamato dalle tenebre alla sua luce meravigliosa.
Alleluia.

Lettura del Vangelo (Mt 10, 37-42 passim)

In quel tempo, disse Gesù ai discepoli: «Chi ama il padre e la madre più di me non è degno di me; chi ama il figlio e la figlia più di me non è degno di me; chi non prende la propria croce e non mi segue, non è degno di me.
Chi avrà trovato la sua vita, la perderà: e chi avrà perduto la sua vita per causa mia, la troverà.
Chi accoglie voi, accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato…
Chi avrà dato anche solo un bicchiere di acqua fresca a uno di questi piccoli, perché è un discepolo, in verità io vi dico: non perderà la sua ricompensa».

[Hai notato certamente che anche le parole di Gesù, raccolte da Matteo, seguono una certa logica, la “logica del Regno dei cieli”, nella quale è indispensabile uscire dalla passività di chi solo riceve, solo ascolta ed eventualmente solo obbedisce. La conquista del Regno è “interattiva”, come il sistema del tuo PC (che probabilmente usi frequentemente). Bisogna interagire anche con Dio, darsi da fare – seguendo la metodica che gli esempi del brano di Matteo spiegano piuttosto bene a tutti quelli che raggionano con la propria testa…
La “logica” è questa, e poi ognuno fa quello che riesce, come in ogni vera vita vissuta, la vita non solo attiva, ma interattiva… Vivila, scoprila, capisci la sua logica, e aiuta il Signore Gesù a portare il ragionamento di salvezza al mondo intero. Perché un bel progetto divino sta dietro ognuno di noi, dietro ogni apparenza umana. Non stare tranquillo, datti da fare, scoprilo in te e aiuta anche gli altri a trovarlo! “In verità ti dico: non perderai la tua ricompensa”.]

 

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