La rubrica vuole essere una nostra piccola finestra sul mondo. Ospiterà nel corso dell’anno articoli ed interventi tematici, darà spazio alle riflessioni improntate sui temi di attualità, soprattutto su quella cristiana, sperando di suscitare interesse e reazioni dei nostri lettori. Saranno segnalati, di volta in volta, anche articoli e Siti di altre provenienze che possono – a nostro avviso – aiutare il lettore nel personale orientamento cristiano.

Pubblichiamo qui di seguito una catechesi, insolita nel mare delle ovvietà che di solito vengono proposte dagli “addetti ai lavori”; una catechesi esemplare, per la schematicità e chiarezza della sua argomentazione, che anche a distanza di tempo, persino dopo la scomparsa del suo autore, Don Piero [vedi la nostra scheda], non perde quasi nulla del suo vigore logico e della sua genuina esemplarità – riproponibile, a nostro avviso, ancora anche in riferimento ad altre questioni e temi di attualità cristiana…

Si vive oggi in una realtà (sociale e religiosa) piuttosto pesante che non ispira molto ottimismo. Negli anni sessanta serpeggiava pure nella nostra società uno scontento piuttosto diffuso. I meno giovani ricorderanno certamente quel malcontento ribelle e capriccioso, che, tuttavia, non sembra essere stato troppo dannoso per la società in cui era nato. Contrariamente a quel che ci sembra per il problema equivalente di oggi.

La Quaresima, nella lunga tradizione ecclesiale (con i suoi ritmi ed usi acquisiti nel corso dei secoli), è già di per sé una bella occasione per compiere il “cammino cristiano”, anzi per cambiare, per velocizzare il ritmo del cammino ed avanzare spiritualmente. Ma non siamo tutti pronti per cogliere questa buona occasione che ci offre il tempo liturgico: vuoi perché non abituati a prendere delle iniziative, vuoi perché troppo distratti dai problemi correnti (spesso di basso profilo) che catturano l’interesse di molti e fanno consumare loro le energie intellettuali necessarie per compiere un vero cammino spirituale…

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