Quando furon vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. Ma essi insistettero: «Resta con noi perché si fa sera e il giorno già volge al declino». Egli entrò per rimanere con loro. Quando fu a tavola con loro, prese il pane, disse la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma lui sparì dalla loro vista. Ed essi dissero l’un l’altro: «Non ci ardeva il cuore nel petto mentre conversava con noi lungo il cammino, quando ci spiegava le Scritture?». E partirono senz’indugio e fecero ritorno a Gerusalemme… (Lc 24, 28-33).

Si concludeva la Solennità di Tutti Santi ed erano i Primi Vespri della Commemorazione dei fedeli defunti del 1988. Era una giornata piovosa e piuttosto fredda. Padre Alessio Benigar era appena sceso nel refettorio del Collegio di S. Antonio, dove la comunità dei Frati Minori stava per cominciare la cena, quando all'improvviso si sentì male, e spirò dopo pochi minuti – steso sulla nuda terra, attorniato dai Frati in preghiera,  “come Francesco”, – lo hanno notato in molti. S’era conclusa così una lunga esistenza, durata 96 anni, di questo insolito Frate Minore, spesa tutta al servizio del Signore: come missionario, apprezzato scrittore e stimata guida spirituale di molti fedeli.

“Sono albanese di sangue, indiana di cittadinanza. Per quel che attiene alla mia fede, sono una suora cattolica. Secondo la mia vocazione, appartengo al mondo. Ma per quanto riguarda il mio cuore, appartengo interamente al Cuore di Gesù”. Di conformazione minuta, ma di fede salda quanto la roccia, a Madre Teresa di Calcutta fu affidata la missione di proclamare l’amore assetato di Gesù per l’umanità, specialmente per i più poveri tra i poveri. “Dio ama ancora il mondo e manda me e te affinché siamo il suo amore e la sua compassione verso i poveri”. Era un’anima piena della luce di Cristo, infiammata di amore per Lui e con un solo, ardente desiderio: “saziare la Sua sete di amore e per le anime”.

Il 22 gennaio 2007 s’è spento in un ospedale di Parigi , Henri Antoine Groués, detto Abbé Pierre, un testimone singolare della straordinaria capacità della Grazia di trasformare gli animi aperti, non intimiditi dalla grandezza ed imprevedibilità della posta in gioco. È stato questo, l’Abbé Pierre, un partigiano indimenticabile del Risorto, un testimone verace dell’Amore di Dio.
Su di lui sono state scritte moltissime cose. Noi abbiamo scelto quella firmata da Vincenzo Marras, nell’editoriale del Mensile “Jesus” (2/2007), che qui riportiamo senza alcun nostro commento.

Nel corso della sua visita in Turchia (Nov. 2006), durante la Messa celebrata ad Efeso, papa Benedetto XVI ha accennato anche alla testimonianza di fede del don Andrea Santoro, il sacerdote romano ucciso nella sua chiesa di Trebisonda mentre pregava, il 5 febbraio 2006. Ricordi certamente la partecipazione, vivissima, della Chiesa di Roma ai funerali di don Andrea nella basilica di S. Giovanni al Laterano. Non credo che ci sia stato un giornale nazionale che non abbia registrato l’evento, riportando – in molti casi – anche parti del discorso del card. Ruini in quella occasione, un vero e proprio discorso–testimonianza.

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