XVI. DOMENICA ORDINARIA
XVI. DOMENICA ORDINARIA
[colore verde; liturgia delle ore della IV settimana]
Antifona d’Ingresso (Sal 53, 6):
Ecco, Dio viene in mio aiuto,
il Signore sostiene l’anima mia.
Dalla prima lettura (Gen 18, 1-8 passim):
In quei giorni, il Signore apparve ad Abramo alle Querce di Mamre, mentre egli sedeva all’ingresso della tenda nell’ora più calda del giorno. Egli alzò gli occhi e vide che tre uomini stavano in piedi presso di lui. Appena li vide, corse loro incontro… dicendo: «Mio signore, se ho trovato grazia ai tuoi occhi, non passar oltre senza fermarti dal tuo servo…». Allora Abramo andò in fretta nella tenda, da Sara, e disse: «Presto, tre staia di fior di farina, impastala e fanne focacce». All’armento corse lui stesso, Abramo, prese un vitello tenero e buono e lo diede al servo, che si affrettò a prepararlo. Prese latte acido e latte fresco insieme con il vitello, che aveva preparato, e li porse a loro…
[Dall’antica pagina biblica ci giunge un messaggio molto attuale e molto fresco, specialmente nel periodo estivo quando una parte di noi si trasforma volentieri in gente “nomade”. E non sarebbe male se anche le agenzie turistiche ed i vari servizi diretti (almeno dalle nostre parti) da gente che spesso si professa cristiana, recuperassero un po’ del significato originale del termine, e cioè che il “servizio” (per il cristiano) rappresenta già in se stesso un valore, oltre ad essere (giustamente) un mezzo di guadagno.
E visto che stiamo parlando di significati, eccone uno anche per le nostre industrie multinazionali del latte, dello yogurt e prodotti simili molto pubblicizzati: è il latte acido che fu servito agli ospiti illustri anche nella dimora estiva di Abramo presso le Querce di Mamre. Senza la pubblicità costosissima!]
Salmo responsoriale (Sal 14):
Rit.: I puri di cuore abiteranno nella casa del Signore.
Signore, chi abiterà nella tua tenda?
Colui che cammina senza colpa,
agisce con giustizia e parla lealmente,
chi non dice calunnia con la sua lingua.
Non fa danno al suo prossimo
e non lancia insulto al suo vicino.
Ai suoi occhi è spregevole il malvagio,
ma onora chi teme il Signore.
Chi presta denaro senza fare usura,
e non accetta dono contro l’innocente.
Colui che agisce in questo modo
Resterà saldo per sempre.
Dalla seconda lettura (Col 1, 24-25):
Fratelli, sono lieto delle sofferenze che sopporto per voi e completo nella mia carne quello che manca ai patimenti di Cristo, a favore del suo corpo che è la Chiesa. Di essa sono diventato ministro, secondo la missione affidatami da Dio presso di voi di realizzare la sua parola, cioè il mistero nascosto da secoli e da generazioni, ma ora manifestato ai suoi santi…
[Una lettura semplice ma attenta dei versetti paolini rileva il significato “mistico” della vita cristiana: unita al Signore Gesù in tutto, persino nelle privazioni e nella sofferenza, con cui si perpetua il sacrificio salvifico di Cristo nella Chiesa, per tutto il mondo che Dio ama… Una prospettiva ecclesiale – eccellente – che a molti credenti cristiani (a me sembra) sfugge ancora.]
Acclamazione al vangelo (cf. Lc 8, 15):
Alleluia, alleluia.
Beati coloro che custodiscono la parola di Dio
in cuore buono e sincero, e portano frutto con perseveranza.
Alleluia.
Dal vangelo di Luca (10, 38-42):
In quel tempo, Gesù entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo accolse nella sua casa. Essa aveva una sorella, di nome Maria, la quale, sedutasi ai piedi di Gesù, ascoltava la sua parola; Marta invece era tutta presa dai molti servizi. Pertanto, fattasi avanti, disse: «Signore, non ti curi che mia sorella mi ha lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti». Ma Gesù le rispose: «Marta, Marta, tu ti preoccupi e ti agiti per molte cose, ma una sola è la cosa di cui c’è bisogno. Maria si è scelta la parte migliore, che non le sarà tolta».
[Un breve inciso di Luca – quasi idilliaco, da vero maestro – sulle due sorelle che volevano bene a Gesù, ciascuna a modo suo… Come anche noi oggi, tutti quanti: qualcuno nella fatica stressante delle proprie agitazioni, qualche altro nella calma (apparentemente serena) del silenzio monastico. Resta, però, molto difficile (ed anche ingrato) valutare i pregi dell’una o dell’altra scelta di vita, anche se la tradizione letteraria (ecclesiale) tende a dare un maggiore peso alla vita contemplativa. Quello che è veramente importante è di farlo per Lui e con Lui, sempre.
Detto ciò, si può ragionare anche in un altro modo, forse un po’ più libero e personale. Ad esempio: pensandoci seriamente, di tutte le cose per cui mi preoccupo e mi agito quotidianamente, forse anche durante le vacanze, quante di esse sono realmente necessarie? Quindi, sarebbe utile che facessimo anche noi ogni tanto un “break” spirituale e ci riposassimo vicino al Signore ascoltando le sue parole! Non dimenticare che anche l’anima ha bisogno di ristorarsi, al pari del corpo, e lo fa alla presenza rasserenante del suo Signore!]